I ripescaggi del Bancario /34
A parte che Berlusconi si sente socialmente come il papa (fra un po’ celebrerà la messa e scriverà encicliche), a parte che sono rimasto bloccato in tangenziale 4 ore causa sciopero dei Tir, a parte che non ho ancora capito come facciano a stare nello stesso partito Piergiorgio Oddifreddi e la Binetti, a parte che se il mio Torino continua a pareggiare finisce in serie B, a parte che le leggi sul conflitto d’interessi, sulle unioni di fatto e sul testamento biologico si sono perse in qualche angolo remoto del Parlamento, a parte tutto quello che fa e dice il ministro Mastella, a parte i ronzii che mi bombardano le orecchie, a parte che ho beccato due multe perchè ho superato di 1 km il limite di velocità, a parte che non ho ancora capito le regole del baseball, a parte quelli che cercano d’”imitare” Gaber ma non ci siamo proprio, a parte i giornalisti che si lanciano come belve assatanate sui casi di cronaca nera, a parte che due giorni fa è morto un mio carissimo collega che con disponibilità e pazienza sopportava le mille cazzate che facevo in cassa nei primi anni di banca (ciao Mario, sei stato un grande…), a parte che continuano a rivolgersi al senatore Giulio Andreotti chiamandolo “presidente” (ma presidente de che?), a parte che in questo blog inizio mille rubriche e non le porto mai avanti, a parte che anche quest’anno avrei voluto fare footing almeno tre volte la settimana ma alla fine ho corso solo il 1 aprile (per un’ora), a parte i morti alla Thyssen Krupp e le altre vittime del lavoro, a parte che faccio una fatica bestiale a leggere Alias, il supplemento culturale del Manifesto, a parte Vincenzo Mollica che guai a parlar male di un film / libro / disco, a parte Crozza che quando ha intervistato Veltroni nel suo programma era completamente in ginocchio, a parte che il Festival del Cinema di Roma è solo una passerella, a parte tutto questo e altro ancora, il 2007 è stato un anno straordinario. Forse.

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