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Archivio per settembre 6, 2010

Siete dei bastardi

settembre 6, 2010 1 commento

Avete ucciso Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica. Siete solo dei bastardi, voi e quelli che vi coprono molto in alto. Avete ucciso un uomo onesto e  indifeso, che senza clamore e lontano dalla luce dei riflettori, cercava di fare politica con la schiena dritta, rifiutando di scendere a patti con la vostra malvagità.  State vincendo voi, per ora, e  noi a resta solo questo urlo strozzato e un gran dolore nel cuore per la morte di un uomo probo.

Missione impossibile. Forse.

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Titolo : La missione impossibile di una destra normale
Autore: Pasquale Santomassimo
Fonte: il manifesto
Data: 5 settembre 2010

Sintesi: E’  possibile che la forma costituzionale della nostra Repubblica venga salvata dalla conversione democratica (a questo punto indubbiamente sincera e anche ammirevole nella sua radicalità) di un gruppo di ex-fascisti che trova in Fini il leader unico e indiscusso, ma la destra che Fini vorrebbe non è mai esistita in Italia, se non in epoche storiche lontanissime e di cui si è quasi persa memoria. Non si parla qui di singoli personaggi, «eretici» o «irregolari», che la cultura finiana riscopre e ripropone con accanimento quasi commovente: si parla di un comune sentire, di popolo, capace di farsi forza politica e culturale. Il futuro di Fini e dei suoi, e del sogno di una destra moderna ed europea, è affidato solo alla possibilità di metter fine al meccanismo perverso che consente a una minoranza di destra, «cialtrona», «ignorante», «col ventre a terra» e «con la bava alla bocca» – sono tutte citazioni dagli editoriali di FareFuturo -, di spadroneggiare sul resto del paese.

Il 28 ottobre del 1992 Gianfranco Fini celebrava con orgoglio i settant’anni dalla Marcia su Roma sul Secolo d’Italia. Quasi vent’anni dopo è possibile che la forma costituzionale della nostra Repubblica venga salvata dalla conversione democratica (a questo punto indubbiamente sincera e anche ammirevole nella sua radicalità) di un gruppo di ex-fascisti che trova in Fini il leader unico e indiscusso.
Nel mezzo, è successo di tutto, e ripercorrerne con attenzione la storia sarà in futuro uno dei compiti più ardui di chi vorrà intendere l’evoluzione di quel periodo confuso e avvilente che definiamo Seconda Repubblica.
Per brevità, diciamo solo che è riduttivo attribuire solo allo «sdoganamento» di Berlusconi, quasi fosse un Re Taumaturgo, la fortuna del neofascismo nella congiuntura che si apriva dopo Tangentopoli. In realtà, il Msi incassava anche i frutti di una lunga battaglia di opposizione contro il sistema dei partiti che lo aveva visto (quasi) sempre emarginato dagli equilibri di potere e di spartizione. E con una retorica e quarantennale invocazione del senso dello Stato e dell’interesse nazionale che avrebbe dovuto porlo naturalmente in tensione con le pulsioni dei nuovi e potenti partners del nuovo centrodestra, berlusconiani e leghisti. Malgrado la disinvoltura con cui il nucleo centrale del gruppo dirigente digerirà su questo terreno l’indigeribile, fino a divenire punta di diamante della nuova koiné forzaleghista, va detto che nella svolta attuale di Fini e del suo nucleo di fedelissimi non c’è solo l’idea di una nuova destra, ma anche il recupero di qualcosa di antico e di negletto nella tradizione della destra italiana.
Le tappe dell’evoluzione di Fini sono note, e le rievochiamo per sommi capi: nel 1994 c’è ancora l’evocazione di Mussolini come «il più grande statista italiano del Novecento», ma nel congresso di Fiuggi del gennaio 1995 c’è l’uscita dalla «casa del padre» e l’affermazione, che nel tempo diverrà strategica seppure vaga, di una destra che precedeva il fascismo e va oltre il fascismo.
Lo smarcamento dal passato avviene per tappe, in forme intimamente contraddittorie: condanna netta del regime «dopo il 1938» (come se prima fosse stato inappuntabile) ed enfasi sulla condanna delle leggi razziali, che diverranno «male assoluto» più tardi, e fulcro di uno spettacolare pellegrinaggio in Israele. Continua a leggere…

Categories: cronaca, politica Etichette: ,
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