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Articoli taggati ‘guerre tra procure’

La seconda domanda

ottobre 3, 2010 Lascia un commento

Egr.sig. FazioFabio,
provi, almeno stasera, a fare la seconda domanda. Avrà davanti a lei Tony Blair e gli chieda perchè l’iniziativa di Marco Pannella, tesa a evitare l’inutile massacro in terra irachena e che prevedeva l’esilio di Saddam Hussein, non sia stata presa in considerazione, nonostante avesse buone e concrete possibilità di successo.
Cordiali saluti.

Vi ricordate la guerra tra Procure? /4

ottobre 24, 2009 Lascia un commento

Titolo: Speranze di un cattivo magistrato
Autore: Gabriella Nuzzi
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Data: 23 ottobre 2009

Sintesi: Chi tocca i fili del caso De Magistris muore. La denuncia del magistrato Gabriella Nuzzi, punita dalla sezione disciplinare del CSM per aver voluto inseguire la verità.


La scena finalmente si chiude, cala il sipario nero.
Regista ed attori tirano un respiro di sollievo: ancora un’ottima interpretazione, il pubblico può ritenersi soddisfatto. Giustizia è fatta.
Ma la platea è muta, nessuno plaude.
L’epilogo è paradossale, grottesco.
Due magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sono stati severamente puniti dalla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Esautorati delle loro funzioni inquirenti, allontanati dalla sede in cui le esercitano. Cassato un pezzo di vita professionale. Ore, giorni, mesi dedicati, in silenzio, con scrupolo, a studiare carte, leggi, sentenze; a scrivere, indagare, nel tentativo di amministrare giustizia. Una Giustizia eguale per tutti.
Tempo sprecato.
I giudici disciplinari, che non avevano mai fatto mistero del proprio convincimento e chiaramente interessati al celere seppellimento della vicenda, possono finalmente veder consacrato il proprio verdetto.
Dunque, ora, non mi resta che prenderne atto: sono ufficialmente inserita nella lista nera dei cattivi magistrati.
Perché, nel legittimo esercizio delle mie funzioni istituzionali, ho osato indagare su altri magistrati -quelli del distretto di Catanzaro- per gravi delitti di corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico, omissione in atti d’ufficio, favoreggiamento, calunnia, diffamazione e quant’altro, connessi all’illegale sottrazione al Pubblico Ministero titolare, dott. de Magistris, delle inchieste POSEIDONE e WHY NOT e alla loro successiva disintegrazione. Continua a leggere…
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Vi ricordate la guerra tra Procure? /3

ottobre 24, 2009 Lascia un commento

imagesTitolo: Il Coniglio Superiore
Autore: Marco Travaglio
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Data:  23 ottobre 2009

Sintesi: Doverosa e tempestiva  la difesa del giudice Mesiano da parte del Csm. Altro trattamento, invece, per i giudici di Salerno,  Nuzzi e Verasani colpevoli di aver aver trovato le prove di quanto denunciava Luigi De Magistris sulla cupola calabro-lucana che l’aveva estromesso dalle sue indagini. Sono stati condannati dalla sezione disciplinare. In questo caso CSM è tornato ad essere l’acronimo di Ciechi, Sordi e Muti.


Che gioia leggere l’intemerata di Mancino contro il linciaggio del giudice Mesiano e il “clima invivibile” dove “più il potere è forte e più può intimidire”Che gaudio apprendere che il presidente Napolitano e vigile e “consapevole delle inquietanti connotazioni della vicenda”. Che tripudio le feroci motivazioni con cui il Csm ha approvato la “pratica a tutela” del giudice della causa Mondadori contro attacchi che “possono condizionare ciascun magistrato, in particolar modo allorquando si tratti di decidere su soggetti di rilevanza economica e istituzionale”. Gliele hanno cantate chiare, a Berlusconi e ai suoi killer. E questo giornale, dopo la campagna dei calzini turchesi, sottoscrive parola per parola. Con una postilla, però. Continua a leggere…

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Vi ricordate la guerra tra Procure? /2

settembre 29, 2009 Lascia un commento

Titolo: Il giudice: i pm di Salerno avevano ragione
Autore: Marco Travaglio
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Data:  29 settembre 2009

Sintesi: Nessuna guerra tra procure tra Salerno e Catanzaro, ma la solita bufala mediatica gonfiata ad arte. E c’entra anche il presidente della Repubblica.



Ora è ufficiale: il trasferimento del procuratore di Salerno Luigi Apicella e dei sostituti Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, cacciati dalla loro Procura e addirittura inibiti a seguitare a fare i pm, disposto sei mesi fa dal Csm e confermato dalla Cassazione, si basava su una ricostruzione dei fatti totalmente infondata e fasulla: la cosiddetta “guerra fra Procure”, come nel dicembre scorso la liquidarono giornali, tv, Csm, Anm, Quirinale, politici di destra e sinistra, era un falso. Altro che guerra: la Procura di Salerno, quando mandò a perquisire quella ribelle di Catanzaro, agì “per realizzare un fine di giustizia” e fece soltanto il proprio “dovere di ufficio”. Lo afferma il gip di Perugia Massimo Ricciarelli nel provvedimento con cui il 9 settembre, nel silenzio tombale di stampa e tv, ha archiviato il procedimento aperto a suo tempo dalla Procura generale di Catanzaro contro i tre magistrati e contro Luigi de Magistris per abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio.

L’incredibile accusa proveniva proprio dall’ufficio giudiziario appena perquisito dai pm di Salerno, visto che a Catanzaro c’era (e c’è) una pattuglia di pm indagati per aver ostacolato e in parte insabbiato le scottanti inchieste di De Magistris (anche lui cacciato dalla sua Procura e dalla funzione di pm), a partire da “Why Not”. Trovandosi la polizia in casa e in ufficio, i pm catanzaresi non trovarono di meglio che contro-incriminare i colleghi che indagavano su di loro e contro-sequestrare le carte che erano state loro appena sequestrate. Poi, per soprammercato, indagarono pure De Magistris, considerato l’ispiratore del blitz. Continua a leggere…

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Vi ricordate la guerra tra Procure? /1

settembre 29, 2009 Lascia un commento

Titolo: Dal Gip di Perugia ennesima smentita sulla presunta guerra tra procure
Autore: redazionale
Fonte: UGUALE PER TUTTI
Data:  24 settembre 2009

Sintesi: Nessuna guerra tra le procure di Catanzaro e Salerno, sulle inchieste condotte da Luigi De Magistris. Il Gip del Tribunale di Perugia archivia i procedimenti in capo ai magistrati di Salerno – epurati ingiustamente dalle loro funzioni -  e all’attuale europarlamentare dell’Italia dei Valori.


Il 9 settembre 2009, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia ha archiviato il procedimento penale nei confronti dei colleghi Luigi Apicella, Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani e Luigi De Magistris, relativo alla vicenda delle indagini della Procura di Salerno bloccate da provvedimenti disciplinari adottati dal Consiglio Superiore della Magistratura – con tempi e modi che a noi e a tanti appaiono tecnicamente illegittimi – nei confronti dei magistrati inquirenti.

Abbiamo pubblicato – a questo link – il testo del provvedimento di archiviazione.

Esso è particolarmente interessante, perché offre l’ennesima riprova dell’infondatezza degli argomenti addotti dal C.S.M. – e poi anche dalla Corte di Cassazione (la sentenza della Corte è a questo link) – contro i magistrati della Procura di Salerno.

Il trasferimento di quei colleghi e addirittura la sospensione del dr Apicella dalle funzioni e dallo stipendio sono stati disposti con provvedimenti dei quali in altri scritti abbiamo illustrato i profili di infondatezza e di illegittimità.

In quei provvedimenti e nella campagna di stampa che, orchestrata da chi vi aveva interesse, li ha propagandati all’opinione pubblica, si affermano come vere, fra le altre, tre circostanze che sono sempre apparse con tutta evidenza non vere e che il G.I.P. di Perugia ancora una volta si incarica di smentire.

In particolare:

1. non è vero che le perquisizioni disposte dai magistrati di Salerno siano state eseguite in maniera offensiva e/o lesiva della dignità dei magistrati perquisiti (come sostenuto con urla e strepiti in televisione e in ogni dove), essendo vero l’esatto contrario e, cioè, che, come scrive il G.I.P. di Perugia, è «stato compiuto ogni sforzo per rendere meno traumatico possibile lo svolgimento dell’incombente in un contesto di comprensibile disagio»;

2. non è vero che i magistrati di Catanzaro avevano offerto agli inquirenti di Salerno le copie degli atti che essi per molti mesi avevano richiesto invano, essendo vero l’esatto contrario, sicché il sequestro era, per questo e per altri motivi, non solo legittimo, ma addirittura necessario;

3. non è vero che il sequestro disposto dai colleghi Apicella, Verasani e Nuzzi era un sequestro “preventivo”, come sostenuto contro l’evidenza dal C.S.M. e dalla Cassazione, essendo esso, invece, un sequestro “probatorio”. Continua a leggere…

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